mercoledì 8 febbraio 2017

Passaggi





Ieri mi sono comportata male nel cosmo.
Ho passato tutto il giorno senza fare
domande,

senza stupirmi di niente.

Ho svolto attività quotidiane,
come se ciò fosse tutto il dovuto.

Inspirazione, espirazione, un passo dopo
l’altro, incombenze,
ma senza un pensiero che andasse più in là
dell’uscire di casa e del tornarmene a casa.

Il mondo avrebbe potuto essere preso per
un mondo folle,
e io l’ho preso solo per uso ordinario.

Nessun come e perché -
e da dove è saltato fuori uno così -
e a che gli servono tanti dettagli in movimento.

Ero come un chiodo piantato troppo in
superficie nel muro
(e qui un paragone che mi è mancato).

Uno dopo l’altro avvenivano cambiamenti
perfino nell’ambito ristretto d’un batter
d’occhio.

Su un tavolo più giovane da una mano d’un
giorno più giovane
il pane di ieri era tagliato diversamente.

Le nuvole erano come non mai e la pioggia
era come non mai,
poiché dopotutto cadeva con gocce diverse.

La terra girava intorno al proprio asse,
ma già in uno spazio lasciato per sempre.

E’ durato 24 ore buone.
1440 minuti di occasioni.
86.400 secondi in visione.

Il savoir-vivre cosmico,
benché taccia sul nostro conto,
tuttavia esige qualcosa da noi:
un po’ di attenzione, qualche frase di Pascal
e una partecipazione stupita a questo gioco
con regole ignote.
Szymborska - disattenzione

sabato 4 febbraio 2017

venerdì 3 febbraio 2017

Pensiero Divergente


-  Mi mostri i suoi lavori, chiese il diplomato professionale e professionista, solito  seguire progetti ben programmati e riprodotti con precisione certosina di senso logico perfettamente ancorato alla realtà di ogni teoria infarcita di senso pratico studiata sui libri di manualistica e cultura generale e ampiamente generalizzata. (Respira)

- Lavori? Io non lavoro, io gioco con serietà e serendipità, come fanno i bambini.

- Ma in questo modo non si può sapere dove si sta andando e perchè!!! Rispose il diplomato professionale e professionista con tutto il suo carico di punti esclamativi a sostituire tutte le virgole di pensieri più complessi. Quindi sciorinò il suo repertorio di luoghi comuni:
- la invito a mantenere i piedi per terra! La testa ben piantata sul collo! Non si conclude niente senza un progetto e uno scopo precisamente stabilito e un duro lavoro che porti esattamente a un risultato finalizzato ad ottenere qualcosa di senso compiuto e comprensibile come due più due fa quattro! (Respira)

-Ma io sono malato, mi è stato diagnosticato il pensiero divergente - rispose l'altro sorridendo,  mentre seduto faceva penzolare le gambe ora qua ora di la, in modo che i piedi sfiorassero il pavimento ma mai lo toccassero. -  il pensiero divergente prende una strada e poi la cambia ad ogni bivio, se trova un incrocio, prima segue una via e vede dove lo conduce, poi torna indietro e va a vedere le altre...questo puo' essere utile quando i cartelli indicano: TUTTE LE DIREZIONI.

- Non dica idiozie! E poi cos'è questa storia del pensiero divergente!
Doveva essere una domanda, invece il professionista la riportò con il tono sarcastico e incredulo di chi appunto, crede fermamente che trattasi di idiozie, sollevando il braccio con la mano aperta come a buttarsela dietro le spalle o all'aria.

E lui mister pensiero divergente che fà? Si alza e si lancia e fa per prenderla, la parola lanciata per aria, come un mimo la raccoglie nel suo pugno che poi apre e mostra al diplomato professionista.
- Gesù, ch'ist è proprio scemo! - fa quello in un finto e storpiato napoletano, scuote la testa e se ne va.

(Giul Janas)

domenica 29 gennaio 2017

identità





 photo © Janas - tutti i diritti riservati




 « Una volta che abbiamo consegnato i nostri sensi e i nostri sistemi nervosi alle manipolazioni di coloro che cercano di trarre profitti prendendo in affitto i nostri occhi, le orecchie e i nervi, in realtà non abbiamo più diritti.
Cedere occhi, orecchie e nervi a interessi commerciali è come consegnare il linguaggio comune a un'azienda privata o dare in monopolio a una società l'atmosfera terrestre »
(Marshall McLuhan, Gli strumenti del comunicare)

mercoledì 25 gennaio 2017

Migrante


Ho lasciato la casa per tutte le case del mondo e in nessuna mi
sono fermata (..)
(...)
Sono migrante, migro nei giorni e verso gli altrove, ogni luogo
persino quello già visitato in passato, si mostra
diverso e uguale.

Alcune cose vi mutano impercettibili al nostro sguardo, altre
invece in modo evidente da lasciarti perplessa.
A volte, anzi spesso, sono gli uomini:
costruiscono di qua distruggono di là, mutano paesaggi.
Sono viandante anche di me stessa, anche in me mutano, umori,
paesaggi, pensieri e idee, a volte sono vento a volte sono
quiete.
Foglia danzante o esausta, o appesa ad un albero finché
albero, io o vento, non fanno mollare la presa.
Aggiorno il mio libro di bordo come posso: correggo rotte,
rilevo scogli sfuggiti alle mappe.
Ogni approdo è arrivo temporaneo e promessa di una nuova partenza.
Giuljanas

lunedì 23 gennaio 2017

usare a proprio arbitrio il mondo sensibile

Magia è = arte di usare a proprio arbitrio il mondo sensibile
Novalis